martedì, 29 aprile 2008

Era iniziato come un gioco… Non si vedevano da tanto tempo ma erano rimasti comunque in contatto, non assiduo ma costante; lei presa dalla sua vita, dalle corse, dai problemi di casa, lui da altre cose delle quali non amava parlare più di tanto ma che gli riempivano le giornate e la vita.

Ed ora Tanja era lì, guardava fuori della finestra il temporale che si stava abbattendo sulla piccola cittadina di provincia in cui abitava; adorava i temporali, i tuoni, li amava così tanto che anche il suo cane in quelle occasioni le si sedeva accanto e guardava fuori, incurante del fatto che per molti altri animali rappresentasse un accadimento traumatico.

Era sola, il caminetto acceso, la legna nella cesta, un buon bicchiere di Refosco in mano ed una missione: scrivere un racconto che fosse credibile, eccitante al tempo stesso e che riflettesse le caratteristiche di entrambi. Lui le aveva già detto che il suo lo aveva cestinato perché gli era piaciuto scriverlo, la cosa le era sembrata strana, ma solo perché lei continuava imperterrita a fare ciò che le piaceva, non a distruggerlo, ma forse era anche per questo che la loro storia si era conclusa: troppo spontanea ed immediata lei, un libro aperto che a lungo andare forse non ti fa più sentire la curiosità ed il desiderio di sfogliarlo, troppo preso da sé e dall’idea di dare l’impressione giusta lui. Comunque si erano lasciati, erano sopravvissuti entrambi ed avevano provato ad andare avanti seguendo percorsi diversi, fino ad arrivare lì a quel post, a quei messaggi ed a quella ritirata che le faceva provare una soddisfazione inimmaginabile; era diventata una donna forte, determinata che sapeva apprezzare e gustare sino in fondo le piccole vittorie che la vita le presentava ad intervallare una sfilza di altrettanto piccole sconfitte…

Comunque contava sul Refosco per cercare nella sua mente ricordi di eccitazioni e passioni ormai troppo lontane nel tempo, ma lei aveva fantasia, riusciva a concatenare pensieri e parole in maniera assolutamente credibile per sé e per chi si trovava a leggere i suoi scritti.

Così accese il suo portatile ed iniziò a digitarne i tasti.

Mentre scriveva immaginava di trovarsi in un ristorante con un uomo affascinante, conoscitore ed estimatore di cibi e vini; la descrizione dell’ambiente era azzeccata e rileggendo le sembrava quasi di sentire profumi e sapori; avvicinò le labbra al bicchiere e sentì l’odore prima e poi il sapore del vino riempirle la bocca e scendere scaldandola lungo la gola fino ad arrivare allo stomaco. Era stata tentata di invitare un suo amico a cena, sapeva di piacergli ed in fondo aveva tanta voglia di coccole, di lasciarsi andare al desiderio, di risentire crescere la passione e placarla tra le braccia di un uomo, però poi non le era sembrato corretto; “che scema – continuava a ripetersi – come se gli altri fossero sempre corretti con me”. Mentre pensava a ciò che avrebbe voluto fare con il suo amico aveva infilato la mano sotto la maglia iniziando a stuzzicarsi i capezzoli; la reazione percepita dalla sua mano fu immediata; alzò la maglia per vedere ancora una volta come il suo corpo reagiva alle sue stesse stimolazioni; certo non si trattava di un uomo affascinante, ma chi meglio di sé sapeva come darsi piacere e se pure la ceretta era da rifare, nessuno l’avrebbe trovata in disordine o criticata per quello…così decise di sfilare completamente la maglia; il chiarore dei lampi rifletteva una luce azzurra sulla sua pelle, un azzurro che sfumava nell’oro in prossimità del caminetto.

La mano scendeva dalla testa, le piaceva giocare con i suoi capelli, proseguiva sul collo, il petto, si soffermava sul seno; le piaceva racchiuderlo nella mano, le piaceva abbassare lo sguardo ed immaginarvi una bocca, le sembrava quasi di percepirne l’umidità il calore. Sorseggiò ancora il vino, si accomodò sulla poltrona e reclinando la testa all’indietro chiuse gli occhi.

Non era più sola in casa, ma c’era un uomo; non riusciva a dargli un volto, non immaginava degli occhi o una bocca ma le sembrava quasi di percepirne l’odore. Mentre le sue mani continuavano a scorrere lungo il suo corpo, immaginò l’uomo avvicinarsi inginocchiarsi ai suoi piedi e chinarsi a baciarle la pancia, il collo ed infine la bocca. Non riusciva ad aprire gli occhi ma sentiva una piacevolissima sensazione di caldo che nasceva nello stomaco per raggiungere tutte le estremità del suo corpo. Le sue mani si unirono a quelle dell’uomo, scesero lentamente lungo la tuta da ginnastica, si insinuarono tra le gambe ed iniziarono a toccarla attraverso la stoffa, risalirono fino all’elastico ed iniziarono a sfilare il pantalone. Ormai lei si sentiva eccitata, attraverso il sottile strato di cotone dello slip sentiva i suoi umori scaldarle e bagnarle la mano, ma la bocca del suo compagno reclamò prontamente quella parte del suo corpo; vide il suo volto sparirle tra le gambe e subito dopo percepì le labbra e la lingua giocare con il suo clitoride. Si trovò a passare le mani sulla sua testa per sentirlo ancora più a fondo, ma ormai sapeva che la sua bocca, per quanto abile, non poteva bastare a soddisfare voglie e fantasie.

Lui la fece alzare e la condusse al piano superiore. Salendo le scale la luce del fuoco diminuiva sempre più fino a divenire poco più che un bagliore; entrarono nella sua stanza e lei si adagiò sul letto. Il gioco riprese, lei risentì la sua bocca sulla pancia, sul collo mentre con le mani cercava il corpo dell’uomo che le stava dando piacere. Voleva ricambiare, regalare eccitazione ed esaudire i desideri più intimi, ma mentre tendeva le mani non incontrava nessun corpo maschile, come se lui si fosse allontanato, eppure ne percepiva il calore e l’umidità ma iniziava ad avvertire l’assenza fisica. Mentre pensava a tutto ciò, finalmente, si sentì penetrare dal suo sesso; la stupì la facilità con cui era entrato in lei, ma ormai l’eccitazione aveva raggiunto livelli tali da non consentirle ragionamenti razionali. Tutto era normale e possibile; mentre stava facendo l’amore da sola, nulla più aveva un senso, una logica, contava solo il piacere e per quanto riguardava il racconto promesso, ci avrebbe pensato dopo; dopo perché ora aveva altro da fare.

 

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lunedì, 28 aprile 2008

Fantastico lunedì a tutti...  

Questa vuole essere una risposta ad una persona...

Vedi, ci sono delle cose che nascono come un gioco e come un gioco proseguono; ci conosciamo troppo bene per poter desiderare che uno scambio letterario si possa trasformare in qualcos'altro e le cicatrici che ci portiamo dietro da esperienze passate, almeno a me, fanno desiderare altro dalla vita. Non voglio dire che rinnego quanto fatto, ma ora sono una persona adulta che quotidianamente si trova a fare a cazzotti con  la realtà e che sa di non voler mettere in discussione nulla di quanto così duramente conquistato per qualcosa per cui forse non ne vale la pena e quel "forse" me la dice lunga. L'affetto non è in discussione ma a 36 anni voglio di più dalla vita anche perchè quello che già ho mi fa sperare in un radioso futuro... Chissà se mi leggerai, forse si, forse no e nel caso fosse sì tanti auguri, per la vita, il lavoro e la famiglia. Un abbraccio

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giovedì, 24 aprile 2008
Buon 25 aprile a tutti...   Si dovrebbe poter ancora dire, magari qualcuno può suggerire che è giunto il momento di voltare pagina, visto che non esistono più le ideologie, che è superfluo ricordare la liberazione dell'Italia da qualcosa che non esiste più... tutte le idee sono legittime, per carità, ma non questa... questa no perchè il 25 aprile segna e segnerà per sempre la fine del periodo più buio della nostra storia, e se pure qualcuno verrà a dirmi che non si tratta di una festa, mi limiterò a fare spallucce, metterò in balcone uno svolazzante tricolore, si può anche se non ci sono i mondiali di calcio, e morderò le mani perchè in finale dalla famosa caduta delle ideologie, non abbiamo guadagnato nulla se non una manica di ipocriti incapaci vergognosi del loro passato, che ormai non rappresentano più ME.  Fantastico 25 aprile    
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mercoledì, 23 aprile 2008

30.000 volte grazie  

Non so neanche se siano pochi o molti e sinceramente non mi interessa più di tanto; però che bella questa cifra così tonda, ops elegantemente riempita proprio come me... Buona vita per oggi e per sempre!

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martedì, 22 aprile 2008

Presidente??????

Dove sta la cordata di imprenditori italiani che dopo le elezioni avrebbero comprato Alitalia? Si chiama per caso Aeroflot? Lo chiedo non da dipendente di una multinazionale, quale sono, ma mi metto nei panni di padri di famiglia che rischiano il posto di lavoro e che magari hanno pure creduto a questa BALLA e magari ti hanno pure votato... Ma abbiamo già voltato pagina, vero? Ora dobbiamo aspettare le sorprese per il consiglio dei ministri... Che bella la politica fatta così; stupiscimi ti prego con gli effetti speciali, perchè senza è davvero difficile...

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lunedì, 21 aprile 2008
Buon compleanno Roma
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giovedì, 17 aprile 2008

Per non parlare solo di politica... voltiamo pagina e fantastica giornata...  

Non era un tipo invidioso, però aveva un’ammirazione mista ad invidia nei confronti di quelle donne che sono sempre in ordine: depilazione perfetta, capelli in ordine, mani e piedi assolutamente impeccabili. Così aveva trasformato i suoi pomeriggi in un tour de force: tornata dal lavoro, un giorno faceva la ceretta dal ginocchio in giù e sotto le ascelle, il giorno dopo cosce e girobichini, il giorno dopo ancora sistemava i capelli, poi le mani, i piedi ed aveva l’impressione di essere sempre di corsa e costantemente alla rincorsa di qualcosa. Alla fine non era neanche tanto sicura che ne valesse la pena… ordine e pulizia non erano in discussione, ma da questo a voler essere una femme fatale ce ne passava…

Comunque la serata meritava e nulla avrebbe potuto toglierle quel senso di attesa che ormai le faceva compagnia dalla settimana precedente. Si era persino decisa a farsi un regalo, dei sandali puntellati da Swarovsky con 12 centimetri di tacco; immaginava il momento in cui sarebbe entrata a casa sua e lui l’avrebbe vista, le piaceva stuzzicarlo, farlo sentire osservato ed ammirato, in modo particolare dopo quanto era successo il sabato precedente.

Si mise davanti allo specchio ed iniziò a vestirsi, con estrema cura… prese il brasiliano in pizzo e seta dal cassetto, cercò il reggiseno ed iniziò ad indossarli come se non fosse sola, ma ci fosse qualcuno, lui magari, ad osservarla, legò in vita il reggicalze ed infilò con cura estrema le autoreggenti; poi fu il turno del vestito, nero a spicchi arancioni che si premurò di tenere sbottonato fino al limite del reggiseno.

Un ultimo sguardo di approvazione alla figura che lo specchio rifletteva, un po’ di profumo sui polsi, all’attaccatura dei capelli e nell’incavo tra i seni e fu pronta per la serata…

Fortuna che non aveva bisogno di uscire, lui abitava proprio sul suo stesso pianerottolo e fuori stava diluviando; se avesse avuto bisogno di arrivare alla macchina avrebbe dovuto indossare uno scafandro per non bagnarsi.

Nel momento stesso in cui le aprì la porta, si pentì di aver indossato il reggiseno, non faceva che pensare alle sue mani abbronzate a contatto con la sua pelle; lo seguì in cucina e notò che aveva preparato l’aperitivo direttamente in cucina, le piacque l’atmosfera calda che si stava creando e sentiva che di lì a poco la sensazione di calore sarebbe aumentata.

Lo seguì ai fornelli e si fece spiegare il menù: orecchiette con le cime di rapa, sarago al forno ed insalata verde. Ringraziò la sua buona stella per aver scelto un vino bianco che bene si accompagnava ai suoi piatti e si avvicinò alla penisola dove lui le versò un vodka-martini e le offrì dei rustici. Mentre sorseggiava il suo aperitivo, non riusciva a distogliere lo sguardo dalla sua bocca, mentre la immaginava in altre situazioni, magari sulla sua. Lui non poteva non essersene accorto infatti avvicinò il suo sgabello e fece scivolare non troppo casualmente la sua mano sulla stoffa leggera del vestito..

“Era da molto Tanja che volevo invitarti a cena da me” le disse, lei sorrise un po’ a disagio perché ricordava perfettamente da quando, ovvero da quando quella peste del suo cane gli aveva rubato la pizza bianca dalla busta della spesa; si era sentita così in colpa che era scesa immediatamente a comprarne dell’altra al forno sotto casa, ma ripensandoci il suo cucciolotto aveva finito per farle un favore perché quando gli diede la pizza, lui ringraziò e le disse: “ non dovevi, davvero, anzi il tuo cane mi ha fatto un favore, ne avevo presa troppa. Facciamo così – le disse – per farmi perdonare il fatto di aver indotto in tentazione il tuo cane, che ne diresti di venire a cena da me sabato sera?”.

Così ora si trovava lì, seduta su uno sgabello, con un bicchiere gelato in mano e la mano di lui posata stranamente proprio all’altezza delle autoreggenti. Ma chissenefrega, si disse, non faceva che preoccuparsi degli altri e per questa sera non voleva pensare a nulla, se non a quanto la facesse sentire eccitata la sua presenza .

Si sporse in avanti per prendere un altro rustico e mentre si faceva avanti sfiorò con il seno il suo braccio; non lo aveva fatto di proposito, ma quel contatto le piacque e stando al suo sguardo capì che il piacere era reciproco. Non riusciva a staccare gli occhi da quelle labbra, così senza neanche pensarci vi avvicinò la sua bocca, iniziò a disegnarne i contorni con la lingua. Lui nel frattempo fece scivolare le mani sotto il vestito e dopo aver spostato il brasiliano iniziò a toccarla con dolcezza, mentre con l’altra mano sbottonava il vestito e scostava il reggiseno…

Sentiva le sue mani ovunque, tra le gambe, sul seno; la sua bocca sembrava risucchiarle la lingua e quando lui alzò lo sguardo su di lei, sentì che quell’antipasto sarebbe stato degno di una simile cena.

La fece sedere sulla penisola e rimanendo sullo sgabello le aprì le gambe ed iniziò a leccarla; sentiva la sua lingua tra le grandi labbra che subito dopo venivano rapite dalla sua bocca. Era da tanto che non aveva rapporti con un uomo e temeva che lui se ne accorgesse, non voleva fare la figura della donna che cede perché in astinenza da troppo tempo. Però si trovò a spostargli la testa ed alzarsi, voleva farlo eccitare ancora di più; ma lui la baciò la fece girare, le alzò il vestito e dopo averle fatto posare la gamba sullo sgabello la penetrò da dietro mentre con le mani le stuzzicava il clitoride. Lei sentiva il freddo del marmo contro i capezzoli e quella sensazione strideva con il caldo che sentiva dentro; nel frattempo lui le stava baciando il collo, la nuca mentre con l’altra mano passava dalla pancia al seno.

Si allontanò leggermente da lei, la fece girare e la guardò negli occhi. Ma lei non riuscì a sostenere lo sguardo e prendendolo per mano lo fece sedere sullo sgabello, sfilò il vestito che scivolò ai suoi piedi e rimase praticamente nuda davanti a lui. Vedeva i suoi occhi fissarsi sui capezzoli, così li avvicinò alla sua bocca che iniziò a succhiare avidamente procurandole un piacere indefinibile; si inginocchiò ed avvicinò il viso al suo pene, iniziò a mordicchiarlo, succhiarlo dolcemente mentre con la mano gli carezzava i testicoli. Lo sentì tremare leggermente e provò quella sensazione di potere che solo un uomo eccitato le procurava. Lui la fece alzare e se la mise cavalcioni; iniziarono così un amplesso che entrambi volevano, le mani di lui le davano il ritmo e lei odiò quei dannati centimetri di tacco che la facevano sentire così instabile sulle gambe; così le alzò, gli circondò i fianchi con le gambe e si lasciò andare al piacere seguendo il ritmo stabilito dal suo compagno pensando: se questo è l’antipasto, chissà il dessert…..

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giovedì, 17 aprile 2008

Sandro Bondi alla pubblica istruzione.... è proprio su persone simili che speravo per l'ammodernamento del sistema scolastico italiano... beh, grazie, grazie tante davvero; ma tanto la scuola pubblica sopravvivrà anche a questo, come ha sempre fatto, e mi auguro mai ci sarà il sorpasso di quella privata. Che tristezza, mi sa che per tirarmi su.... Fantastico giovedì a Totti  

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mercoledì, 16 aprile 2008
Ieri, martedì ho latitato.... troppo presa a darmi risposte a domande che di risposte non ne prevedono... Oggi invece sono qui, non mi faccio più domande e penso ad altro... Ma tu, ieri, dov'eri... perchè non hai passato la giornata con me? sarebbe stata sicuramente migliore... un bacio
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lunedì, 14 aprile 2008

Che questo sia davvero un grandioso lunedì...  

Ieri ed oggi si vota; non so se capita a tutti, ma sono delle giornate che sento particolarmente, quelle dedicate al voto. Ieri mattina la mia famiglia ed io abbiamo fatto colazione ed alle 9 minuto più minuto meno, eravamo già diretti al seggio; per la prima volta non abbiamo dovuto fare la fila, così espletate le formalità del caso, tutte a parte il cellulare per il quale non ci hanno chiesto nulla ma che avevamo lasciate precauzionalmente a casa, entro nella cabina elettorale e mi appresto a fare le mie belle crocette... All'improvviso il panico... perchè? beh semplice, tanto tempo trascorso a sentir parlare di voto utile, come se votare le due coalizioni più grandi fosse la ricetta per guarire tutti i mali, quando non siamo noi cittadini ad aver scelto il bipolarismo... E pensare che la fessa ancora crede nella rappresentanza, mentre i nostri rappresentanti credono a prescindere dal numero di voti che otterranno, di poter cambiare tutto...

Però sono stata brava, ho guardato le schede, preso la matita ed apposto la crocetta dove coscenza mi suggeriva... Grazie, grazie davvero, perchè al posto di parlarci di cose importanti, ci avete massacrato i testicoli, anche se personalmente non li ho, con queste baggianate.... Avrei voluto vedere dei bei faccia a faccia, ma non ci sono stati... Continuiamo a vedere nell'America il faro della democrazia solo quando si tratta di ledere i diritti dei cittadini tagliando le spese e privatizzando tutto, ma lì durante la campagna elettorale i candidati si massacrano, i giornalisti li pressano, creano il contraddittorio, mica come qui che se devono fare una domanda chiedono il permesso in carta da bollo... anche perchè magari se non lo fanno.... arriva qualche editto particolare che li taglia fuori...Che vinca il migliore...

postato da: tanja71 alle ore 08:06 | Permalink | commenti (6)
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