Le piaceva vivere in provincia, si sentiva più rilassata e tranquilla rispetto alle sue amiche così innamorate della città da rimproverarla, scherzando, di essere andata a vivere un palmo fuori dalla cartina della capitale.
La sera era ancora calda, dopo una rapida doccia, indossò un caffettano ed iniziò a prepararsi la cena; adorava trascorrere del tempo in cucina ed anche se si trovava a cenare da sola era contraria per principio a precotti o cibi congelati. Si divertiva a cucinare piatti sfiziosi, accompagnandoli con del vino, si apparecchiava con cura e si godeva quei pochi momenti di rilassamento, così lontano dal caos di tutti i giorni, dalle corse per non perdere il treno. Era come se le sue giornate fossero divise tra il tempo trascorso a lavoro, anche il viaggio di andata e ritorno vi rientrano, e quello a casa tra le sue cose, in ambienti che con il tempo le si erano quasi modellati addosso. Non un solo particolare della sua casa era frutto di una scelta frettolosa o di imitazioni di riviste di arredamento, ogni cosa era stata comprata perché ritenuta giusta, così il risultato finale era un gran caos, ma un ambiente caldo, familiare ed assolutamente perfetto per accoglierla nei vari stati d’animo.
Così visto che la giornata era stata particolarmente pesante, optò per una bella arrabbiata, molto piccante proprio come piaceva a lei, un buon vino bianco molto freddo ed un’insalata mista.
Mentre mangiava riandava con il pensiero alla giornata trascorsa, bevevo un sorso di vino freddo, a come stava evolvendo la sua vita, la strada che stava prendendo; immersa nei suoi pensieri si trovò a giocare con un capezzolo, attraverso la stoffa del caffettano, e non si stupì più di tanto nel trovarlo turgido.
Era stanca, aveva un maledetto bisogno di staccare la spina, di volare, dimenticare la faticosa giornata che volgeva finalmente a termine. Quasi senza accorgersene prese il telefono e compose il numero del suo amico; non erano innamorati, si volevano bene, si rispettavano ma la loro era diventata un’amicizia speciale perché avevano un’intesa notevole a letto, apprezzavano le stesse cose godendo della reciproca compagnia senza per forza doversi aspettare qualcosa dall’altro, non erano mai caduti nel tranello dei falsi ti amo, avevano iniziato a far l’amore insieme perché ci si piaceva, forse non così tanto da rischiare di costruire qualcosa insieme o forse sì ma in quel momento non aveva così tanta importanza.
Si affrettò a sparecchiare, tirò fuori un altro bicchiere per il vino ed andò in bagno per lavarsi i denti e tirare su i capelli.
L’abbaiare del cane le fece capire che lui era arrivato, spense il televisore e rimase con le sole candele accese, corse in bagno a sfilare la biancheria intima e con lo sguardo più naturale possibile si avvicinò alla porta pregustando il momento in cui avrebbe sentito le sue mani sulla pelle e letto nei suoi occhi la sorpresa di trovarla praticamente nuda.
Toc toc!
L’attesa era finita!